Videogames sotto attacco… again!

In queste ultime settimane il settore dei videogames è sotto un attacco massiccio dalla stampa e di alcuni programmi televisivi, che accusano il “mondo virtuale” di essere la causa principale di psicopatici assassini e asociali, psicolabili complessati legati alle sedie che muoiono dopo lunghe ed ininterrotte sessioni di gioco, gente che investe con l’auto persone innocenti in stile Carmageddon, ragazzi che sparano con mitra verso folle inermi ed innocenti (vedi recente caso norvegese)… ecc.. ecc… insomma di casi ce ne sono a decine ed i videogiochi, naturalmente, sono accusati a tutto spiano rendendo la mente dei gamers, sempre secondo l’attenta psicanalisi di codesti illustri et luminari giornalisti, vuota e senza uno scopo nella vita che non sia altro che giocare per allenarsi ad uccidere o a suicidarsi nella vita reale. Ebbene vorrei spezzare una lancia ma sulla fronte di questa stampa ignorante, che ha volutamente dimenticato di menzionare che lo stato di salute mentale di una persona è labile a prescindere dalle sue passioni e/o passatempi. Se una persona è mentalmente instabile o portata a far male a se stesso o al prossimo, non è il videogame a renderla ancora più critica, ma il suo stato di salute che non è psico-diagnosticato in tempo, essendo causa dell’impreparazione di genitori che molto spesso non sono attenti ad alcuni segnali che i figli mostrano nella crescita… non è colpa del produttore di videogames se il “fanciullo” si lega alla scrivania per giocare 12 ore non stop, ma la stupidaggine del medesimo fanciullo cretino che si ostina a non alzare il culo dalla sedia, con l’aggravante dell’incuria dei genitori che non sono a conoscenza delle abitudini dannose che i figli perseguono con tanta maniacale costanza. Nessuno di noi ha la palla di cristallo per premunirsi in casi in cui un figlio possa, da un giorno a l’altro, dar di matto uccidendo tutti coloro che sono nei paraggi in quei critici frangenti, ma di sicuro non è “quell’attimo” a renderlo un assassino, ma una lenta e costante dissociazione mentale, che richiede anni di sviluppo ed anche una certosina preparazione in materia di pianificazione, come nel caso del già citato Breivik.

 

Di casi in cui i videogames sono utilizzati per “ripristinare” zone del cervello o del corpo incidentate potrei menzionarne a decine, ma vorrei lasciare l’onere ed il dovere di farlo a quegli stessi media televisivi che hanno criticato il settore ludico, dimenticando che nei loro canali trasmettono programmi insulsi ed equivoci come ad es. “il grande fratello” o quelli dei vari tronisti buffoni, veri must della troiaggine e del puttanesimo spinto promulgati 24h su 24, che tutto sono fuorché educativi e propedeutici per una crescita sana ed erudita dei propri figlioli, ma che anzi rendono ancora più rincoglioniti ed istupiditi gli spettatori, di quanto non lo fossero già di propria natura…

1 Response to “Videogames sotto attacco… again!”


  1. 1 rubikondo 20 ottobre 2011 alle 16:29

    prova


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