Non (video)gioco più… ?

Ieri sera eravamo quattro amici (non al bar, anche se dopo ci siamo fermati ad una gelateria) e fra un discorso e l’altro è uscito fuori l’argomento videogiochi. Mi sono accorto, dopo attenta riflessione, che negli ultimi tre anni ho “videogiocato” pochissimo rispetto ai tempi passati… per essere onesti non è stato un calo d’interesse il mio, quanto il dedicare tempo ad altre cose “reali” di tutti i giorni. Su questo argomento ci sarebbe da discutere parecchio: i videogiochi odierni non sono come quelli al bar degli anni ’80 dove si infilavano 200 lire e si stava un paio d’ore al max a giocare; oggi i videogiochi sono “pericolosi” proprio perché tendono ad assorbire tantissimo… troppo tempo.

Galaga

Non sono più gli arcade shoot’em’up dalla manciata di minuti scarsa di longevità, ma sono interi mondi virtuali in attesa di essere perlustrati e sezionati a fondo… A volte anche UNIVERSI infiniti, che hanno avuto come precursore Elite di David Braben, nella cui galassia di pixel e vettori si poteva commerciare con missioni random per mesi e mesi senza una fine apparente… un intero universo da esplorare su un misero floppy da 5″1/4. Certo, era il lontano ’84, ma quell’anno ha visto nascere il primo vero “universo virtuale”… un precursore “pericoloso” dove le ore davanti ad un monitor venivano scandite dai raggi di sole che andavano calando per far posto alla luce artificiale della lampadina e sovente dal ritorno dei timidi raggi dell’alba… così mentre la vita “reale” scorreva fuori dalla nostra stanza, noi eravamo assorbiti totalmente in un altro universo a grafica vettoriale, senza renderci conto del passare delle ore. Poi le ore divenivano giorni, settimane, ecc…

Elite per C64

Oggi il degno successore di quel genere di esplorazione di una galassia senza fine è rappresentato da X3 Reunion dove la Galassia è divenuta simile a quella reale in quanto a resa grafica. Tra l’altro le missioni, anche se hanno una trama di base, sono libere da qualsiasi vincolo (potete seguire la vostra indole e fare il mercenario free-lance senza seguire il plot stabilito) e ciò si traduce in una longevità “apparentemente” infinita, che rischia di “assorbirvi” in quel mondo virtuale senza fine… per sempre!

X3 Reunion

Oggi è un rischio giocare. Anche se spesso lo si fa in compagnia nei LAN party oppure on-line con altri amici all’altro capo della linea ADSL, si tende a stare soli davanti al monitor passando ore e ore senza accorgersi minimamente del tempo che passa. Questo è capitato a me per interi lunghi anni perché il mondo virtuale l’ho reputato, per certi versi, più eccitante e dinamico di quello reale… nel virtuale combatti, corri e voli senza farti male, disponi tattiche e strategie di combattimento, perlustri e scopri nuovi mondi… e poi?

Guerra Virtuale

Poi non ti rendi conto che fuori dal tuo appartamento c’è la vita reale di tutti i giorni: persone che non incontri, colloqui mai iniziati, passeggiate mai fatte in compagnia di amiche, fidanzamenti mai intrapresi con tramonti mai gustati… ti accorgi con rammarico, dopo aver passato una vita davanti al monitor, di aver tralasciato la vita reale per un Universo Artificiale che ti ha dato solo un piacere “apparente”, una falsa via di fuga dal vero mondo, che è si ostico e falso, con intrighi e dispiaceri, ma è più divertente e dinamico di quello virtuale… ma è soprattutto il VERO mondo nel quale DEVI vivere…

Paradiso del Sub - Foto di Marco Lackovic

Ecco perché non gioco più come un tempo. Ecco il perché rifuggo sempre più dal mondo dei “simulatori virtuali”… si è chiusa una parentesi, un periodo della mia vita a cui ho detto “stop”… tentare di recuperare il tempo trascorso “altrove” è impossibile… oggi i ragazzini, come lo ero un tempo io, corrono lo stesso rischio, ma ingigantito da mondi sempre più belli e vasti dove si gioca con centinaia di giocatori tutti insieme ed anche se le persone sono sparse nelle parti più disparate del pianeta e parlano lingue diverse l’uno dall’altro, l’universo di gioco e le missioni sono identiche per tutti in quel dato istante. Ecco il rischio… ecco la pericolosità di non rendersi conto che la fuori c’è la possibilità di provare emozioni diverse, di stare a contatto di pelle con le persone invece che a contatto di cavo… di averle accanto invece che in un riquadro di chat sul monitor come in Second Life… i videogiochi creano assuefazione… l’abilità sta nel rendersi conto in tempo e “scollegarsi” al più presto per dedicare il tempo perduto ad amare e vivere la vita reale, che è la cosa più giusta da fare…😉

Piccola addenda: Volevo solo aggiungere un ultima riflessione, scaturita nel momento in cui ho collaudato Second Life per la prima volta qualche mese fa.

Ho fatto una semplice domanda al primo utente italiano capitato a tiro che ho incontrato in quel mondo virtuale: Come ti trovi in questo “mondo virtuale”? Lui/lei mi ha risposto: Qui posso essere un’altra persona, con altri atteggiamenti e parlare liberamente di quello che voglio con chi mi pare. Ho riflettuto un attimo ed ho risposto: Ma potresti fare lo stesso nella vita reale e condurre la vita che ritieni giusta seguire… cosa ti vieta di farlo? Non ho mai saputo la risposta… si era scollegato prima….🙂

8 Responses to “Non (video)gioco più… ?”


  1. 1 RyoXYZ 21 aprile 2007 alle 12:42

    Wooow, mi è maturato improvvisamente il buon Zeirus! :O

    No, a parte gli scherzi, quella che apparentemente sembrerebbe una precoce crisi di mezza età è in realtà un concetto che condivido al 60% con te.

    Mi rendo conto che al giorno d’ oggi esistano dei videogiochi che ,nel vero senso della parola, non ti fanno più avere una vita sociale. Hai citato Second Life, che a mio giudizio, è un gioco che appare innovativo e bello nei primi momenti di gioco, trasformandosi successivamente in quello che in realtà è, cioè un freddo ed inutile riflesso della realtà che ci circonda. Che gusto c’è a crearsi un avatar che ha poi l’ obbligo di trovarsi un lavoro per tirare avanti in un mondo virtuale? Si possono definire “emozioni”, quelle che si provano nel flirtare con una riproduzione virtuale di una donna di cui, sinceramente, non sappiamo niente? Meglio vivere la propria vita a questo punto, visto che sarà sicuramente più “vera ed emozionante”!

    Pensa poi a NintenDogs….con tutto il rispetto che ho nei confronti della Nintendo, il gioco in questione mi ha in un certo senso disgustato. Da amante degli animali non posso concepire che ci si possa divertire di più con un cane virtuale che con un cane vero… -.-!

    Ma tutto ciò che è stato detto sino a questo momento non vuole essere(almeno da parte mia) una condanna a tutti i videogiochi di questa generazione.

    Ma parliamoci francamente Zeirus, il volersi rinchiudere in un mondo virtuale sostituendolo a quello reale è solamente colpa nostra! Non è il fatto che ci vengano proposti dei mondi immensi tutti da esplorare (come X3, da te citato) che ci fanno stare incollati davanti allo schermo per interi mesi, è il fatto che NOI VOGLIAMO ISOLARCI IN QUEI MONDI. Il “videogiocare” da parte mia è considerato un hobby che mi diverte e mi fa rilassare nei momenti in cui la realtà comincia a “soffocarmi”.
    Dopo ore di studio, di lavoro o quant’ altro ti possa provocare stress, il videogioco può essere una fonte di relax come lo sono una passeggiata all’ aria aperta, una nuotata a gennaio😉 o un’ uscita con i tuoi amici. Bisogna semplicemente porsi dei limiti, tutto qua.
    Chi si rinchiude intere settimane giocando è ormai un videodipendente. La vita virtuale è diventata la sua droga….ma è stato lui a volerlo!

    I lan party che abbiamo fatto in questi anni sono stati dei momenti di aggregazione, così come lo sono stati le uscite serali estive tra amici per farti giusto un esempio. è solo un modo alternativo per divertirsi, che non ha mai avuto la pretesa di “sostituire” interi istanti della nostra vita…quella vera! Sono e saranno sempre delle semplici fughe dalla realtà…una realtà in cui torniamo e torneremo sempre a viverci, bella o brutta che essa sia.🙂

  2. 2 Legion 21 aprile 2007 alle 13:18

    Tutto sta nel sapersi regolare!

    Neanche io gioco più come una volta, da anni ho limitato i generi e ormai non faccio più di un’ora col pad o il mouse in mano, almeno nel gioco in single. A 14-15 anni ero capace di passare anche 5 o 6 ore di fila a giocare! Forse se avessi continuato con quei ritmi oggi non ne potrei più dei videogiochi e mi sarei perso un sacco di esperienze (belle o brutte, ma valide in ogni caso) del mondo reale.

    Decisamente meglio così, è tutto più equilibrato e posso dedicarmi ad altro senza abbandonare il mio hobby principale, godermi sia i mondi virtuali che quello reale.

    Non sono d’accordo però sulle esperienze on line. Secondo me sono un toccasana per il videogiocatore incallito stanco e un pò svogliato, l’hardcore gamer in crisi insomma🙂.
    Certo, ci sono sempre i casi patologici di estraneazione dalla realtà, ma molte volte sono una fonte di aggregazione straordinaria che crea amicizie vere.
    Personalmente, grazie ad un semplice e buggato browser game (GalaxyWars) ho fatto delle amicizie vere e, nonostante le distanze, ci si ritrova sempre, pronti a “conquistare” un altro mondo on line o semplicemente a fare quattro chiacchiere.
    Sono esperienze che secondo me non hanno nulla da invidiare a quelle interamente “off line” e che, tornando indietro, rifarei sicuramente!
    Penso sia il modo migliore di giocare oggi e quando sono a casa dedico volentieri qualche ora all’alleanza/clan, sia che si tratti di gioco vero e proprio, sia che si tratti di semplice chat.

    Oltre ad aver creato nuove amicizie, si può dire che è stata la mia cura alla “crisi del videogiocatore”🙂

  3. 3 Zeirus 22 aprile 2007 alle 2:41

    @ RyoXYZ
    Non si tratta di crisi di mezza età: mi è bastato solo aver guardato dietro le spalle gli anni che sono passati ed aver tirato giù un resoconto completo. Non dimentichiamoci che nell’adolescenza ero passato da una realtà cittadina (quella di Casoria/Napoli) ad un’altra totalmente diversa (Vibo Marina), per cui il mondo “virtuale” è stata una scelta obbligata per “evitare” di vivere in un paese che non mi piaceva, con altre mentalità, modi di ragionare differenti, ecc… in quel caso il virtuale è stata un’ancora di salvezza, ma con il passare degli anni è diventata “assuefazione”, che è poi stata annullata gradualmente solo in questi ultimi anni, quando mi sono “adeguato” nel dover vivere a Vibo Marina, volente o nolente. Da una parte lo rifarei, dall’altra no…

    @ Legion

    Tutto sta nel sapersi regolare: ottima frase che racchiude il senso del videogiocatore “maturo”… oggi riesco a regolarmi totalmente, perché se decido di staccare anche dieci minuti dopo l’avvio del gioco non ho alcun problema a farlo immediatamente. Una volta era quasi impossibile stare “meno” di tre-quattro ore di seguito attaccato al monitor…

    Oggi come oggi il videogioco rimane per me un ottimo svago, perché è divenuto un intrattenimento multimediale a tutto tondo… trame ed effetti spettacolari lo rendono simile, se non superiore, a prodotti cinematografici di altissimo livello, ma come ogni buon film o libro che si rispetti, la durata di ogni sessione diventa “centellinata”: un libro, quando mi piace tendo a leggerlo tutto d’un fiato, ma sapendo che a pagina XXX termina, tiro il freno leggendolo lentamente e sporadicamente. Stesso dicasi per un film o una serie televisiva: se ho la possibilità ed il tempo “seziono” la visione in più parti. Ma un videogioco sovente non ha una fine “prestabilita” per cui il tempo da dedicare è ben superiore alla norma. Qui vale tanto il buon senso dell’utente nel dire stop quando necessario. Io oggi dico STOP alle lunghe sessioni di gioco del passato: un paio d’ore complessive a settimana posson bastare, come valvola di sfogo e/o svago scaccia-pensiero, ma solo se mi rendo conto di aver compiuto bene ed in anticipo il lavoro prefissatomi…😉

  4. 4 RyoXYZ 22 aprile 2007 alle 13:03

    >Non si tratta di crisi di mezza età: mi è bastato solo aver guardato dietro le spalle gli anni che sono passati ed aver tirato giù un resoconto completo.

    Scherzavo comunque!😛
    Non dicevo sul serio. Comunque non ci avevo pensato al fatto del trasferimento da Casoria! Ora capisco il motivo che ti ha spinto ad immergerti nei mondi virtuali! In effetti il mondo virtuale in cui ti sei ritrovato, Vibo Marina, era (come lo è ora) una merda!😉

  5. 5 Soter 1 maggio 2007 alle 16:59

    Io comunque, anche se studio quello che studio ecc ecc preferisco cazzeggiare con voi amici piuttosto che passare ore a videogiocare a giochi virtuali come Travian, Second Life e scorrendo per un fatto mio personale ma ci sono molte persone, che magari lavorano o che hanno tempo da perdere, che si passano il tempo(scusami la ripetizione ingiusta). E poi cosa fondamentale….i videogiochi non hanno in memoria le battute “alla Mauro” o la famosa malattia “Penniana” o le mitiche bestiemme “Sestus Diablus” :D:D:D

  6. 6 Zeirus 2 maggio 2007 alle 9:02

    @ Soter

    Sei un grande. Tu non sei “riproducibile in virtuale”… sei un esemplare unico di virus vivente dalle fattezze umane…😉

    Le battute alla Mauro non esistono su Wikipedia, tanto meno la malattia di “penniana” memoria o le dediche di Sestus all’ambiente ultra-terro-celeste…😉

  7. 7 Soter 2 maggio 2007 alle 15:26

    Caro Zeirus,
    ricarati che io sono nato con l’unico scopo di infettare il mondo con le mie cazzeggiature ed espressioni assurde!🙂

  8. 8 web rpg 28 marzo 2009 alle 15:16

    pbbgs are the future of work procrastination😀


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