Autodesk dice SI a Linux

L’Autodesk, software house “monopoliatrice” rinomata e conosciuta in tutto il pianeta da oltre un ventennio per il suo AutoCAD, ed ora per Maya e 3D Studio Max, ha evidenziato in una recente press release che il porting in Linux avvenuto l’anno scorso del pacchetto software di Flame (che annovera Inferno e Flint, programmi simil Adobe After Effects, ma “pompati” e “professionali”, tanto da includere un compositing 3D in tempo reale fra i più avanzati presenti al momento nel mercato del video editing) è stato un successo strepitoso, grazie alla stabilità e velocità di elaborazione in rendering, più efficiente di circa 20 volte rispetto ad una piattaforma SGI.

Si fa menzione nella citata press release che sia la ILM (Industrial Light & Magic) che la The Mill sono passati a Linux ed altre “grosse” aziende di editing video trasmigreranno definitivamente al sistema operativo con il Pinguino entro l’anno.

Da premettere che non sono programmi “open source”; tutt’altro: sono costosissimi e non certo alla portata “amatoriale” per dei lavoretti da svolgere una volta ogni tanto, come si fa di solito a casa. Ma il succo sta che Linux questa volta è stato scelto come piattaforma miliare per l’editing video (in aperta e sfrontata sfida al mondo Mac, promotrice di Final Cut Pro, altro rinomato e famoso programma di editing video) e non, come sovente, scelto per il solito server web in cui gira Apache e il gestore di posta.

Linux ha sferrato un altro colpo mortale a Windows… to be continued…😉


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